Un nuovo rapporto pubblicato il 16 aprile 2024 da Guidehouse, società leader nel settore della consulenza strategica, ha messo in luce una prospettiva importante per il futuro energetico dell’Europa.
Secondo quanto contenuto nel rapporto, l’Europa, insieme a Regno Unito, Svizzera e Norvegia, potrebbe produrre fino a 111 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2040, ossia il 30% del consumo di gas dell’Unione Europea nel 2022.
Il documento delinea un quadro interessante per il futuro della produzione di biometano nel Vecchio Continente, analizzando le nuove materie prime e le tecnologie emergenti che potrebbero sbloccare un potenziale di produzione finora inesplorato.
Questo aumento della produzione di biometano è essenziale nel contesto degli obiettivi europei di sicurezza energetica a lungo termine e di mitigazione del cambiamento climatico.
Il ruolo del biometano sarà infatti determinante nel raggiungimento di tali obiettivi, contribuendo a un mix energetico diversificato che tenga conto delle esigenze sociali, economiche e tecnologiche senza favorire una sola tecnologia a discapito delle altre e sarà determinante il suo impatto nel settore dei trasporti sia stradali pesanti che marittimi riducendo le emissioni di gas serra.
Il rapido sviluppo della produzione di biometano In Europa offre un’opportunità significativa per promuovere una transizione verso un futuro energetico più sostenibile e resiliente.
D’altro canto, per massimizzare il suo potenziale, sarà necessario un impegno congiunto da parte dei governi, dell’industria e della società civile per supportare l’innovazione, investire nell’infrastruttura necessaria e promuovere politiche che favoriscano la crescita del settore del bioemetano.
