Siamo sicuri che stiamo accelerando verso la transizione energetica? O stiamo solo andando contro un muro?
Durante il workshop di NGV Italy a Fueling Tomorrow 2024, la sensazione predominante era chiara: la transizione nel trasporto pesante non è questione di una sola tecnologia. È una sfida complessa, pragmatica e plurale. E la domanda che mi è rimasta impressa è: stiamo davvero facendo abbastanza?
**Elettrico per tutti? Non proprio.
**La tecnologia elettrica potrebbe sembrare la panacea di tutti i mali, ma come ha sottolineato Matteo De Campo del Gruppo Maganetti, l’elettrificazione funziona per missioni limitate. Sì, è perfetta per le tratte urbane e brevi, dove la distanza non è un problema e l’infrastruttura di ricarica è facilmente accessibile. Ma quando parliamo di trasporto pesante su lunghe distanze, la storia cambia. La stoccabilità dell’energia e l’infrastruttura ancora inadeguata rendono l’elettrico poco pratico per la maggior parte delle missioni industriali. “Il truck elettrico costa uno sfacelo”, ha detto chiaramente. Quindi, a chi giova davvero, oggi?
**La risposta potrebbe essere nei biocarburanti.
**Se non guardiamo al biometano e al bioLNG come soluzioni concrete per il trasporto pesante, stiamo sbagliando strada. Siro Fabbri di IVECO ha spiegato che il biometano può portare a una decarbonizzazione fino al 121% rispetto al diesel. Cosa aspettiamo? Siamo seduti su un’opportunità enorme, che non solo riduce le emissioni, ma migliora anche l’indipendenza energetica. Eppure, molti continuano a parlare solo di elettrico e idrogeno come “la soluzione finale”.
**TCO e pragmatismo: il segreto del successo.
**Per Giorgio Berettini di LC3, il trasporto pesante non può aspettare tecnologie perfette. Il Total Cost of Ownership (TCO) di un veicolo alimentato a bioLNG, oggi, è competitivo con il diesel. Non è fantascienza, è realtà. E allora, perché continuiamo a ignorare una soluzione già disponibile e consolidata?
**Trasporto pubblico: la sfida è qui e ora.
**Anche nel trasporto pubblico, le soluzioni devono essere pragmatiche e immediate. Come ha sottolineato Andrea Bottazzi di Tper, il biometano e il bioLNG offrono già oggi una strada percorribile per la decarbonizzazione della flotta di autobus. Sono soluzioni scalabili, disponibili e adattabili alle reti di trasporto esistenti. La transizione ecologica per il trasporto pubblico non può permettersi di aspettare che le tecnologie future maturino: bisogna agire adesso con ciò che è disponibile.
**La sfida è anche politica.
**Non dimentichiamoci del quadro normativo. Fortunato Marzagalli di Greenture (Gruppo SNAM) ha evidenziato che la burocrazia è il nemico nascosto della transizione. Senza un supporto adeguato dalle politiche pubbliche, rischiamo di rallentare ulteriormente. Incentivi, semplificazione delle autorizzazioni per le infrastrutture e una visione coerente a lungo termine sono essenziali.
**Lezione finale?
**Il 2050 sembra lontano, ma come ha ricordato Andrea Stegher, “ci sono solo 300 settimane fino al 2030”. Se vogliamo davvero arrivarci, non possiamo più permetterci di scegliere una sola strada. Dobbiamo accelerare, ma farlo con intelligenza. Pluralità tecnologica, pragmatismo e investimenti concreti sono la chiave.
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? Non è forse il momento di essere più pragmatici e di concentrarci su soluzioni immediate, con infrastrutture già pronte e tecnologia collaudata che possano portare benefici concreti sia all’ambiente che all’intera filiera?
