Il nemico peggiore delle forme di alimentazione “alternative”, in particolare Gpl e metano, è la convinzione ancora diffusa che si tratti di una scelta fatta da chi non vuole pagare il costo, circa doppio, della benzina. A questa patente di tirchieria si abbina poi un’altra credenza popolare: Gpl e metano fanno perdere in prestazioni, trasformando un’auto vivace in una boa semovente. Infine la sicurezza: le bombole del gas sarebbero pericolose, anche qui in ossequio a una diffidenza popolare senza alcun fondamento.
Facile smontare queste deduzioni: intanto non vediamo nulla di male nel cercare di risparmiare al momento di fare il pieno, soprattutto se la scelta è indirizzata verso una soluzione meno inquinante. Non è una questione di tirchieria, ma di buon senso. Anche perchè, e qui veniamo alla seconda questione, la presunta perdita di prestazioni non c’è più, soprattutto sulle macchine di nuova produzione che escono di fabbrica già pensate per funzionare con l’alimentazione alternativa. Sempre a questo proposito vale, tuttavia, la pena di ricordare che anche per gli impianti montati su vetture nate a benzina gli scostamenti sono prossimi allo zero, con un massimo del 2-3% per quelle con decenni di vita alle spalle (ma qui siamo già nel campo delle auto d’epoca).
Con un po’ di buon senso sarebbe facile riconoscere che, a parte qualche pilota professionista, nessun guidatore normale è in grado di apprezzare differenze di pochi decimi di secondo nell’accelerazione da zero a cento. E soprattutto che nessun guidatore normale è in grado di ottenere, al volante della propria auto, le prestazioni massime possibili: i dati delle prove su strada si riferiscono a quello che sono in grado di fare un pilota o un collaudatore. Ovvero pochi soggetti, con buona pace di chi si crede un nuovo Niki Lauda.
Nel caso del Gpl, inoltre, è giusto ricordare che in parecchi casi si nota un miglioramento dell’accelerazione rispetto all’alimentazione classica.
Capitolo sicurezza: gli impianti moderni hanno da tempo superato le caratteristiche costruttive dei vecchi serbatoi, al punto che oggi sarebbe forse corretto definirli più sicuri rispetto a quelli classici a benzina.
Le bombole moderne non vengono mai riempite al massimo della loro capacità (grazie ad apposite valvole che fungono da limitatore) e hanno margini di sicurezza anche superiori a quelli di un normale serbatoio di benzina riempito fino all’orlo. Senza dimenticare che per legge le bombole del metano devono essere sottoposte a collaudo ogni 4-5 anni a seconda dell’omologazione, quelle del Gpl ogni dieci. Controlli che non vengono effettuati sui serbatoi a benzina.
Molte delle limitazioni di legge ancora esistenti, che finiscono con il generare qualche ansia negli automobilisti, sono quindi da imputare non tanto alla pericolosità degli impianti, quanto piuttosto al mancato aggiornamento della legge stessa.
Dal 2002, a dimostrazione del livello di sicurezza ormai raggiunto, è comunque possibile lasciare l’auto nei parcheggi interrati (per il Gpl fino al primo piano sotterraneo) e transitare nei tunnel di collegamento internazionale. Ricapitolando: forte risparmio in costi di gestione, anche a fronte di un consumo leggermente superiore. Rispetto dell’ambiente, con emissioni esrtemamente ridotte. Sicurezza ormai di altissimo livello. Infine, soprattutto per le auto con qualche anno alle spalle, se parliamo di Gpl vale la pena di ricordare che questo tipo di alimentazione allunga la vita al motore.
Non è un caso se, nel volume dedicato al restauro integrale della Range Rover Classic, l’installazione del Gpl sia caldamente consigliata. E stiamo parlando di un 3.500 V8 per la cui distruzione bisogna armarsi di mazza chiodata…
[Fonte: Sole 24 Ore]