NGV Italy

Gli incontri della settimana: confronto con il Parlamento europeo e con Eurogas

Nella prima settimana di ottobre NGV Italy porta a Bruxelles la richiesta di una revisione complessiva del Green Deal, a partire dal Regolamento 851/23 sui target di emissione dei veicoli leggeri, e apre con Eurogas il lavoro su una posizione comune di filiera. Il punto tecnico è il metodo di calcolo: senza criteri well-to-wheel e di analisi del ciclo di vita la valutazione ambientale dei veicoli resta parziale.

Data dell'atto
6 ottobre 2025
Destinatario
On. Letizia Moratti, Parlamento europeo, e rappresentanti di Eurogas
Tipo
Osservazioni

Cosa chiediamo

  • Rivedere il Regolamento 851/23 sui target di emissione per i veicoli leggeri con un approccio realistico e tecnologicamente neutrale
  • Introdurre criteri well-to-wheel e life-cycle assessment nella valutazione dell'impatto ambientale dei veicoli
  • Prevedere tempi più equilibrati per la revisione dei target di CO2, per non penalizzare la competitività industriale
  • Rivedere ETS ed ETS2 per contenere i costi energetici e sostenere la produzione europea
  • Includere il GNL nella tassonomia delle rinnovabili
  • Definire a livello europeo una nozione condivisa di carbon neutral fuels e misurare le ricadute economiche, sociali e occupazionali della transizione

Nella prima settimana di Ottobre si sono svolti importanti momenti di confronto a livello europeo con l’On. Letizia Moratti (PPE) e con rappresentanti di Eurogas, dedicati ai principali dossier che riguardano il futuro del settore automotive e della transizione energetica.

Durante gli incontri è emersa con forza la necessità di una revisione complessiva del Green Deal europeo, in particolare per quanto riguarda il Regolamento 851/23 sui target di emissione per i veicoli leggeri. Il comparto auspica un approccio più realistico e tecnologicamente neutrale, che valorizzi tutte le soluzioni in grado di contribuire alla decarbonizzazione. In questa prospettiva, l’introduzione di criteri “well-to-wheel” (W-t-W) e “life-cycle assessment” (LCA) è considerata fondamentale per valutare l’impatto ambientale dei veicoli lungo l’intero ciclo di vita, e non solo in fase di utilizzo.

Si è inoltre sottolineata la necessità di tempi più equilibrati per la revisione dei target di CO₂, così da accompagnare la transizione in modo sostenibile e senza penalizzare la competitività industriale. In parallelo, si è ribadita l’importanza di sostenere lo sviluppo di carburanti alternativi, l’ibridizzazione dei motori e la promozione dei biocarburanti, riconosciuti come risorsa strategica per la transizione.

Tra i dossier europei più rilevanti affrontati vi sono anche quelli relativi all’ETS e all’ETS2, su cui cresce la richiesta di revisione per contenere i costi energetici e sostenere la produzione europea. In quest’ottica, l’inclusione del GNL nella tassonomia delle rinnovabili rappresenterebbe un passo avanti per una transizione energetica più pragmatica e sostenibile.

L’incontro con Eurogas ha evidenziato come il futuro del comparto dipenderà dalla capacità di elaborare una posizione comune tra costruttori, operatori e associazioni della filiera per affermare il principio di neutralità tecnologica.
Diventa pertanto essenziale oggi sottolineare anche quali saranno le ricadute economiche, sociali e occupazionali delle scelte legate alla transizione.
È inoltre in corso un lavoro di definizione condivisa dei “carbon neutral fuels”, su cui più realtà industriali stanno collaborando a livello europeo.

Dal confronto politico emerge un clima di fiducia e apertura al dialogo fra forze diverse, con la prospettiva di convergere su obiettivi comuni in materia di revisione del Green Deal e di sostegno alla competitività industriale. Un segnale positivo, in un contesto europeo che sta evolvendo rapidamente, anche alla luce dei recenti cambiamenti politici in Germania e nei Paesi dell’Europa centrale ed orientale.

NGV Italy continuerà a rappresentare con determinazione le esigenze e le proposte del comparto, promuovendo un confronto costruttivo con le istituzioni europee e nazionali.
L’obiettivo resta quello di favorire una transizione energetica equilibrata, sostenibile e attenta al lavoro e alla competitività delle imprese, nel segno della neutralità tecnologica e dell’innovazione responsabile.