NGV Italy

La filiera scrive al Governo: l'elettrico non basta, i motori endotermici servono ancora

Otto associazioni della filiera automotive ed energia, fra cui NGV Italy, scrivono al Governo contro il phase out dei motori endotermici al 2035, ricordando che al 2030 oltre il 70% del parco circolante europeo sarà ancora a combustione interna e che l'Italia rischia 73 mila posti di lavoro entro il 2040. La richiesta centrale è di sostituire il calcolo tank-to-wheel delle emissioni con un'analisi well-to-wheel.

Data dell'atto
15 febbraio 2022
Destinatario
Presidente del Consiglio dei Ministri, ministri competenti e Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea
Tipo
Lettera

Cosa chiediamo

  • Definire target di mercato al 2030 che valorizzino il contributo dei combustibili rinnovabili e a basso contenuto carbonico
  • Sostituire la metodologia tank-to-wheel con un'analisi well-to-wheel nel calcolo delle emissioni
  • Costruire una strategia europea per i combustibili rinnovabili e a basse emissioni parallela allo sviluppo della mobilità elettrica
  • Garantire un quadro normativo inclusivo, neutrale, chiaro e stabile, non basato sulla sola elettrificazione
  • Mettere a disposizione del CITE il contributo scientifico delle associazioni su tutte le tecnologie automotive

“Una realistica transizione energetica del parco circolante al 2030, sia a livello italiano che europeo, non puo? che realizzarsi definendo target di mercato che valorizzino anche il contributo che i combustibili rinnovabili e a basso contenuto carbonico sono in grado di assicurare gia? nel breve periodo, garantendo allo stesso tempo che il tessuto industriale possa affrontare la transizione in maniera meno violenta” si apre così la lettera congiunta firmata dalle Associazioni rappresentanti la filiera Automotive (Anfia, Anigas, Assogasliquidi, Assogasmetano, Confapi, Federmetano, Ngv Italy, Unem) inviata al Presidente del Consiglio, ai ministri competenti e al rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea.

Le Istituzioni europee stanno definendo le strategie di decarbonizzazione del nostro continente e tra queste, come ben sappiamo c’è il phase out delle auto con motore endotermico al 2035, obiettivo che minaccia l’intera filiera auto e preannuncia gravi danni economici ed occupazionali. Le Associazioni sottolineano infatti che “il parco circolante europeo di auto e veicoli commerciali sarà costituito al 2030 ancora da oltre il 70 per cento di mezzi equipaggiati con motori a combustione interna (Ice), in particolar modo con riferimento al trasporto pesante” e che in uno scenario simile “bisogna necessariamente sostenere, parallelamente allo sviluppo di un ecosistema per la mobilità elettrica, una strategia europea per i combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio per far sì che l’importante contributo di decarbonizzazione richiesto al settore dei trasporti su strada, possa efficacemente realizzarsi.

L’Italia rischierebbe inoltre di perdere, entro il 2040, circa 73 mila posti di lavoro, di cui 67 mila gia? tra 2025 e 2030, “perdite che le nuove professionalità legate allo sviluppo della mobilità elettrica non basteranno a compensare”.

Nei riguardi del pacchetto “Fit for 55”, le Associazioni criticano duramente la metodologia di valutazione utilizzata per il calcolo delle emissioni – che ad oggi è di tipo Tank to Wheel- suggerendo l’adozione di un’analisi di tipo Well to Wheel. La prima risulta infatti fuorviante in quanto non tiene conto di quello che c’è a monte ma calcola le emissioni di CO2 solo allo scarico. Tuttavia, se si vogliono raggiungere i target di decarbonizzazione, risulta fondamentale calcolare le emissioni durante tutto il ciclo produttivo, dalla culla alla tomba. Le emissioni delle elettriche vanno considerate zero se, e solo se, l’energia per ricaricare è prodotta da fonti rinnovabili mentre, utilizzando la prima metodologia di analisi, anche le auto elettriche la cui energia proviene da centrali a carbone, vengono considerate a emissioni zero.

La Associazioni chiedono dunque di avere un “quadro normativo e regolamentare inclusivo, neutrale, chiaro e stabile, derivante da una strategia di decarbonizzazione non basata solo sull’elettrificazione, ma aperta ad una varietà di tecnologie”. A tal proposito, esse si rendono da subito disponibili per “qualsivoglia tipo di contributo scientifico su tutte le tecnologie automotive (elettrico, ICE, GPL e gas naturale, idrogeno etc), così da poter assicurare al CITE – Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica – tutti gli approfondimenti e gli scenari di sviluppo di cui possa aver bisogno per prendere le sue decisioni”.

Leggi qui il documento integrale: Comunicazione congiunta su low carbon fuels e phase-out ICE (gen)