Position Paper: metano e biometano
Il position paper firmato da NGV Italy con le altre associazioni di settore mette i numeri accanto alle affermazioni: 89% di mercato ancora ai carburanti fossili, 18,3% di autobus a metano nel TPL nel 2020, il biometano già a un quinto del mercato del metano per autotrazione e 6.400 posti di lavoro nella filiera biogas. La tesi è che il risultato ambientale vada incentivato a prescindere dal carburante, lasciando coesistere le diverse tecnologie ciascuna nella propria missione di mercato.
- Data dell'atto
- 28 novembre 2021
- Destinatario
- Istituzioni nazionali ed europee
- Tipo
- Position paper
Cosa chiediamo
- Incentivare il risultato ambientale indipendentemente dal carburante o dalla soluzione tecnologica adottata
- Consentire la coesistenza delle diverse alternative, ciascuna nel proprio ambito di mercato
- Legare gli incentivi pubblici alle ricadute ambientali, anche in fase di smaltimento, e a quelle industriali sulle filiere nazionali e regionali
- Incentivare adeguatamente il biometano, che potrebbe superare l'attuale quota di un quinto del mercato del metano per autotrazione
I carburanti tradizionali “fossili” hanno oggi circa l’89% del mercato e secondo tutti gli esperti internazionali non è pensabile che, a livello globale, questi carburanti tradizionali possano venire sostituiti “in toto” nel medio-breve termine.
Il metano è da anni il principale “carburante alternativo” ed è una soluzione incentivata e affermata in molti paesi e il suo impiego ha raggiunto percentuali di circa il 7%, con una rete di distributori in continua espansione. La quota di autobus a metano per il TPL ha raggiunto il record del 18,3% nel 2020. Nell’ambito del trasporto pubblico urbano sono numerose le aziende che hanno fatto la scelta strategica di un parco autobus a metano gassoso (CNG): tale scelta ha portato a forti riduzioni di emissioni e significativi vantaggi economici (costi di acquisto e manutenzione simili a quelli di un veicolo diesel con risparmi nei costi di carburante di circa il 50%).
Negli ultimi anni, il metano in forma liquida (LNG) ha consentito di sostituire le bombole con i più leggeri serbatoi criogenici e di aumentare l’autonomia dei veicoli, trovando successo nel settore dei veicoli pesanti (autocarri e autoarticolati, con quote di mercato che raddoppiano ogni anno e oggi raggiungono il 4%) e degli autobus a lunga percorrenza.
La diffusione del bio-metano, derivato dagli scarti agricoli e dai rifiuti urbani (Forsu) contribuisce ad eliminare la CO2 nell’aria e il conseguente effetto serra (tipico delle risorse fossili) e garantisce la creazione di una “economia circolare”. Oggi il biometano rappresenta circa 1/5 del mercato del metano per autotrazione ma, se incentivato adeguatamente, potrebbe arrivare a percentuali ancora più significative.
Oggi in Italia: sono presenti circa 20.000 operatori nel settore industriale per un giro di affari di circa 1.700 milioni di euro e sono operativi quasi 2.000 impianti di biogas dei quali l’80% in ambito agricolo. Inoltre, la filiera del biogas-biometano risulta essere uno dei settori a maggiore intensità occupazionale ed ha già favorito la creazione di oltre 6.400 posti di lavoro permanenti. In Europa le stazioni di metano sono diffuse in vari paesi: in particolare quelle LNG saranno raddoppiate nei prossimi 3 anni: l’Italia e resterà il paese leader.
Per quanto riguarda la trazione elettrica, i costruttori hanno effettuato negli ultimi anni grandi investimenti per migliorare la tecnologia e mettere sul mercato una gamma sempre più ampia di veicoli. I numeri del mercato sono, però, molto piccoli e la differenza di prezzo a parità di modello rimane molto significativa, per cui sono indispensabili contributi pubblici all’acquisto. La rete di ricarica, soprattutto in Italia, è partita con ritardo e si concentra quasi esclusivamente negli ambiti urbani.
L’idrogeno ha trovato negli ultimi tempi un forte sostegno da parte delle Istituzioni, soprattutto in Europa e Giappone e negli Stati Uniti. Le sperimentazioni e applicazioni per auto, bus e treni ad idrogeno con Fuel Cell si stanno diffondendo e le Istituzioni nazionali e locali hanno riposto grandi aspettative su questa tecnologia. L’idrogeno green (cioè generato da energia elettrica rinnovabile) è, tuttavia, ancora molto costoso (costo unitario a km dell’idrogeno almeno /6 volte superiore a quello attuale del metano).
NGV Italy e le associazioni firmatarie del position paper in questione sostengono che il risultato ambientale che si desidera ottenere va perseguito e incentivato indipendentemente dal carburante o dalla soluzione tecnologica. Le diverse alternative possono – anzi devono – coesistere, ciascuna nella propria missione distintiva di mercato (per ambiti, aree o servizi) in grado di massimizzarne le caratteristiche e i risultati.
Il cliente potrà scegliere in funzione delle proprie esigenze in termini di prestazioni, emissioni e TCO-Total Cost of Ownership, mentre le Istituzioni potranno favorire le varie soluzioni attraverso opportuni incentivi legati alle ricadute ambientali (anche in fase di smaltimento) ed industriali (valore delle filiere nazionali e regionali).
Queste sono solo alcune delle proposte sottolineate dalle associazioni di settore che hanno firmato il Position Paper in questione. Per leggere il documento integralmente clicca qui: POSITION PAPER SU METANO BIOMETANO signed2